PERCHE’ NON RIESCO A RIMANERE INCINTA?

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Una delle fonti di maggior stress per la donna ma anche per una coppia che lo desideri  è la ricerca di una gravidanza che non arriva. La presenza di una relazione felice, una situazione economica stabile e la certezza che sia arrivato il momento giusto sembrano non essere elementi sufficienti a far avverare il desiderio di diventare genitori. Inizia così la lunga sequela di indagini mediche da cui risulta che sul piano fisico è tutto a posto. Questo esito paradossalmente aumenta lo stress e il senso di impotenza per la non comprensione della causa e l’apparente non modificabilità della situazione.

Rimanere incinta non è automatico e non c’è mai un’unica ragione dietro un evento tanto complesso. Da una lettura psicanalitica possiamo però affermare che quanto più un desiderio è dell’Io, ovvero della parte di cui siamo consapevoli,  tanto più l’anima (la nostra parte più intima e profonda) lo boicotta. Quando  infatti consideriamo la vita come una successione di tappe (a 28 anni la casa, a 30 il figlio, a 40 la promozione sul lavoro…) accade che qualcosa dentro di noi si metta in moto in senso contrario. (altro…)

CRISI DI COPPIA DOPO LA NASCITA DI UN FIGLIO

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La nascita di un figlio è uno degli eventi più significativi nella vita di una coppia e inevitabilmente modifica le abitudini fino ad allora instaurate nella quotidianità. Durante i primi tempi un transitorio squilibrio della relazione sentimentale  è fisiologico, ma il suo protrarsi nel tempo può trasformarsi in una vera e propria crisi. Può accadere che la neomamma inizi a vedere il neopapà come inadeguato, non di aiuto, assente fisicamente e mentalmente, viceversa lui può vedere lei come troppo critica, pressante e sentirsi trascurato. Spesso incombe il calo del desiderio sessuale che se non supportato dal dialogo, può portare a fraintendimenti ed aumento della tensione.

In altri casi invece la coppia chiede aiuto in modo eccessivo alle famiglie d’origine, ritrovandosi paradossalmente di nuovo nella condizione di figli che vengono accuditi dai genitori: c’è una nuova famiglia che ha per genitori i nonni e per figli i due partner più il figlio neonato. In tale contesto la coppia perde la sua connotazione passionale, erotica, adulta e diventa rapporto fraterno. Seguono i conflitti più o meno dichiarati, dovuti alle modalità educative e all’ingerenza eccessiva dei nonni che non si trattengono dal consigliare o imporre, sulla scia del ricatto implicito “se vuoi il mio aiuto, ti aiuto come dico io”. Un contesto nel quale la coppia non potendo vivere si deprime e dal quale molto spesso non riesce ad uscire.

Come fare per uscire dalla crisi di coppia?

Uscirne è possibile a patto di comprendere la situazione nella quale ci si trova e la necessità che si modifichi al più presto. Vediamo insieme alcune vie:

Non trasformare il partner nel capro espiatorio: siete entrambi coinvolti in questa situazione. Il problema principale è la perdita della dimensione di coppia. E’ nato il figlio, ma i due innamorati rischiano di morire e la rabbia per questa improvvisa implosione della passione viene scaricata sull’altro. E’ invece proprio questo il momento per stare più uniti e non perdersi! (altro…)

TI SENTI INVISIBILE?

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Arriva un momento in cui abbiamo la sensazione di essere invisibili, di non essere considerati dagli altri come pensavamo. Può trattarsi di amici, colleghi di lavoro, di scuola, o tra i membri della famiglia di appartenenza. La sensazione è di totale indifferenza verso quello che diciamo, che proponiamo , le nostre idee e modo di essere. Talvolta ci accorgiamo di provare anche un senso di “invidia” verso  il leader del gruppo o verso quei membri che quando parlano sono ascoltati da tutti e riescono con le proprie idee a trainare gli altri. Mentre noi siamo li, invisibili, soli nella moltitudine. Proviamo anche a prendere l’iniziativa ma nessuno sembra calcolarci. (altro…)

SICUREZZA O PASSIONE?

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Le relazioni stabili, durature ci fanno sentire sicuri, protetti, sappiamo che al nostro fianco abbiamo qualcuno con cui confidarci e con il quale condividere la quotidianità e le sue vicende. Ognuno ha il proprio ruolo, conosce l’altro e col tempo si creano così abitudini, rituali, divisione delle mansioni…

Tutto sembra filare liscio, giorno dopo giorno… dopo giorno…

Può accadere però che nella nostra vita irrompa un incontro con uno sconosciuto, che arriva come un fulmine a ciel sereno ed interrompa il susseguirsi della nostra quotidianità: sentiamo dentro di noi il riattivarsi di quella passione, leggerezza che da tempo sembrava non appartenerci più, alimentando così il nostro lato folle, senza il quale la vita diventa pesante, monotona e noiosa. Quando siamo con l’ “altro/a” ci sentiamo vivi, sentiamo ardere dentro di noi un fuoco che pensavamo o non ricordavamo nemmeno più di possedere. Ci rendiamo così conto di questo lato di noi, che abbiamo sempre avuto ma che spesso  abbiamo messo a tacere a favore della sicurezza e  della routine quotidiana. Abbiamo l’impressione di aver rinunciato a qualcosa di noi per tutto questo tempo.

Cosa fare a questo punto? Scegliere la sicurezza della mia relazione o la passione dirompente della relazione extraconiugale? (altro…)

I TRE SENTIERI PER LA FELICITA’

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Cos’è la felicità? Cosa si prova ad essere felici? Essere felici non è facile, è semplice: sono due concetti differenti.

Vediamo insieme i tre sentieri che possono condurci alla felicità:

1) SEGUI LA TUA NATURA
La felicità di ciascuno di noi dipende da una semplice legge:

“ Se sei una rosa non puoi fare il tulipano”

Molte persone stabiliscono a priori la vita che vogliono e ignorano la propria natura. Quando quel che hanno progettato non si realizza si sentono frustrati e rassegnati o, al contrario si ostinano a provare e riprovare combattendo contro lo svolgersi spontaneo delle cose: la vita le porta in una direzione, ma loro si intestardiscono nel voler andare dalla parte opposta per restare all’interno di confini mentali stabiliti a priori. Questo remare contro corrente li sfinisce e li spegne. Ecco allora che la vita si ribella portandoli in luoghi inaspettati perché la felicità deriva dalla realizzazione del nostro essere. È la nostra natura più intima a guidarci in questo percorso e per favorirla occorre liberarsi dai progetti; ci sono persone che sanno fare cose meravigliose, ma le snobbano a favore dell’idea che hanno in testa. Esiste un modo d’essere innato e uno acquisito: se ci si adegua si blocca il cervello, ma se ci sintonizziamo sul nostro lato interno, sull’innato, allora assecondiamo la nostra realizzazione.

2) ALLEATI CON I TUOI DISAGI
I disagi non sono nostri nemici. Scontrarci ed opporci a loro porta inevitabilmente a rafforzarli e a renderli cronici. Il disagio è la cosa migliore che ci possa capitare per cambiare una vita che non funziona: rappresenta la voce interna che ci sprona a guardare il nostro lato in ombra e vuole condurci sul nostro sentiero naturale dal quale ci stiamo allontanando. Non ci fa stare male il disagio in sé, ma l’idea che ci siamo fatti di esso. Occorre quindi cogliere il disagio senza commento e senza giudizio e guardarlo senza l’intervento del pensiero.

“Meno pensi e più vedi”

Questa regola vale per ogni situazione della vita. Se ragioniamo su come mandare via un disagio, lo cronicizziamo. Se riflettiamo su come risolvere un problema, lo complichiamo e restiamo ingabbiati nel nostro tunnel, lontani dalla felicità che arriva invece dall’accoglimento, dall’essere presenti. (altro…)

LA FINE DI UNA RELAZIONE

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fine relazione
La fine di una relazione può portare ad esperire  un forte sentimento di delusione e tristezza, sia se siamo lasciati sia se lasciamo. L’inizio di una relazione è segnato generalmente dalla voglia di stare insieme “per sempre” come nelle fiabe. Ed ora ci ritroviamo soli, senza quell’unica immagine che rappresentava noi e l’altro, il nostro ed il suo volto, un unico corpo, un’unica anima, un unico evento. Prima di prendere una decisione pensavamo se lui o lei avrebbe condiviso, e così anche prima di acquistare un abito ci domandavamo se gli sarebbe piaciuto.

Ora ci troviamo soli e questo ci obbliga a fare i conti con noi stessi, con la nostra identità che non è più quella doppia che conoscevamo.

Ci siamo forse dimenticati che siamo individui completi e non la metà di una coppia?
La fine della nostra relazione ci ha fatto perdere una persona importante, è vero, ma ne abbiamo ritrovata un’altra che vale di più: noi stessi. E’ ora di riprendere il viaggio e immaginare che questo addio, per quanto doloroso, stia contribuendo alla preparazione di un nuovo percorso, permettendo al nostro albero interno di mettere nuove foglie. Per questo bisogna evitare di rivivere il passato, liberarsi da quello che non c’è più e immaginare che la propria pianta vada verso il proprio destino.
Se da un lato c’è il dolore per ciò che abbiamo lasciato, dall’altro possiamo vivere il desiderio di un nuovo percorso, fino a che arriverà la pace e poi la gioia, che non dipenderà dall’incontro con un nuovo amore, ma dall’aver accettato di fare i conti con noi stessi.

Quell’addio era necessario per una nuova tappa: gli amori che finiscono sono porte che si aprono verso nuove possibilità. Ognuno di noi ha un destino da seguire, un sentiero che appartiene solo a lui. Il compito di ciascuno è continuare a percorrere la propria strada, per diventare se stesso.

La fine di una relazione segna dunque l’ora giusta per riprendere il cammino interrotto.

PERCHE’ SEI ARRIVATA, ANSIA?

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“La tua ansietà è direttamente proporzionale alla tua dimenticanza della natura, perché tu porti in te stesso paure e desideri illimitati.”  Epicuro

L’ansia è un emozione caratterizzata da sensazioni di tensione, minaccia, apprensione e modificazioni fisiche, come aumento della pressione sanguigna, sudorazione, tremolio, tachicardia, vertigini/capogiri. Quando siamo in ansia l’attenzione si focalizza sull’oggetto che ci sta rendendo ansiosi, aumentando la nostra preoccupazione o spingendoci a comportamenti inusuali. Questo comportamento implica un’identificazione con l’ansia e le sensazioni fisiche ad essa connesse e quindi uno sguardo che va nel dettaglio.

Cosa fare quindi quando l’ansia viene a trovarci?
E’ necessario ampliare il nostro sguardo per accoglierla, ascoltarla e riconoscerla; come scrive James Hillman, le malattie servono a tenerci in stretto contatto con la parte più profonda di noi, altrimenti diventeremmo estranei a noi stessi:

“La patologia è il luogo che trattiene la persona nell’anima; è il tormento che non ci permette di fare gli ingenui, di continuare come se niente fosse; è qualcosa di spezzato, di storto, che ci obbliga a riflettere continuamente.”

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DIMAGRIRE SIGNIFICA LASCIARE ANDARE

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In molte persone alberga la voglia di dimagrire, di perdere quei chili che giorno dopo giorno iniziano a divenire sempre più ingombranti ed essere dannosi dal punto di vista fisico e psichico. Inizia così la corsa per l’iscrizione in palestra, la dieta, la ripetuta misurazione sulla bilancia, l’attesa per quei risultati che tardano ad arrivare e la sensazione di frustrazione che inevitabilmente ne deriverà.

Invece di focalizzarci sul problema, chiediamoci cos’é che ci ha fatto ingrassare? E come mai nonostante tutti gli sforzi non riusciamo a perdere peso o riprendiamo velocemente i chili persi?

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